“Sea-Day”, il nuovo album di Francesco Spagnolo

“Sea day”, in uscita per il prossimo autunno, è il primo album di Francesco Spagnolo, pianista e compositore torinese dalle influenze classiche e new age. I dieci brani strumentali dell’album, tra pianoforte ed arrangiamenti orchestrati, rappresentano un tributo artistico ed emozionale a malinconici ed imponenti paesaggi naturalistici, raccontando di stati d’animo inquieti e trasognati, di viaggi tra le desolate e romantiche terre della Normandia, attraverso il rumore del mare e del vento che sospira, intrecciandosi con le note dei tasti di un pianoforte ora impetuose, ora delicate, tenui ed eteree. Esattamente come le onde che si schiantano contro le pareti rocciose, per poi ritirarsi nella quiete delle profondità marine, “Sea Day” ha due anime: quella irrequieta di un artista dalla mente e dalle dita in perenne fermento, e quella sentimentale e sognante di una “musica dell’anima” che racchiude in sé una vera poetica delle emozioni. Ed è grazie al germogliare di una profonda emotività che il lavoro di Francesco Spagnolo viene alla luce, pubblicato dall’etichetta Joe Black Production per la produzione di Giovanni Orlando. Le composizioni di “Sea day” risultano apprezzabili, nel medesimo tempo, dai palati più raffinati, cultori della musica classica, e dalle orecchie più giovani e più vicine al sound ambient / lounge, così come al genere strumentale delle colonne sonore cinematografiche.

Al termine delle registrazioni negli studi Red Pecky di Monte di Procida (Na), Francesco Spagnolo, entusiasta del lavoro svolto, si racconta:

Come e quando ti sei avvicinato al mondo della musica?

Questo avvicinamento è avvenuto molti anni fa, quando ero un ragazzino di dieci o dodici anni, grazie a mia nonna. La ascoltavo suonare le composizioni classiche al pianoforte, osservando la magia dei tasti che si muovevano rapidamente sotto le sue dita. In quel frangente di meravigliosa atmosfera nacque il mio amore per la musica.

Quali sono i primi autori che hai ascoltato e dai quali ti senti oggi influenzato ed ispirato per le tue composizioni?

Tutti quelli classici, da Beethoven a Chopin, Debussy, Erik Satie.

Tu credi in una filosofia della musica, una “musica per l’anima” in quanto linguaggio universale…

A titolo di compositore utilizzo la musica come un linguaggio, attraverso la musica mi è possibile esprimere stati d’animo, sensazioni, pensieri che affollano la mia mente e che talvolta non sarei in grado di esternare diversamente. Ma descrivo anche panorami e luoghi che suscitano in me sensazioni eccezionalmente intense.

Quali sono le sensazioni principali che danno vita ai tuoi brani?

Sensazioni e stati emotivi forti, intensi, talvolta violenti e tumultuosi, come la gioia, ma specialmente la malinconia dei momenti riflessivi e meditativi, ciò che avverto nel perdermi davanti al tramonto, osservando lo spettacolo del mare o di maestosi paesaggi.

Tutti i tuoi brani rimandano, in effetti, alla natura, così come al tema del viaggio.

E’ vero, la scelta dei brani per questo album è stata guidata da questo filo conduttore, la natura, elemento che in realtà si manifesta quasi in tutti i brani che ho scritto nel corso degli anni. “Sea day”, in particolare, risente delle impressioni e dell’emotività legate al viaggio ed all’ammirare gli elementi grandiosi ed imponenti della natura.

Hai scelto personalmente le immagini da inserire all’interno del booklet del tuo album…

Si tratta di alcune fotografie che ho scattato in occasione del mio ultimo viaggio nell’alta Normandia, quando mi sono ritrovato davanti alla maestosità delle falesie di Etretat. Durante quel soggiorno visitai le spiagge del D-day, proprio lì nacque il titolo dell’album, un gioco di parole: nella tracklist è estremamente presente l’elemento marino, “Sea day” si è rivelata la perfetta congiunzione di quelle distese sabbiose all’immagine del mare.

Il tuo brano “Cliffs” (falesie, n.d.r.), presente nell’album, nasce durante questo tuo viaggio?

“Cliffs” è un brano che descrive le sensazioni che ho provato nell’osservare questi spettacoli della natura, si tratta di una composizione dalla doppia anima, un’anima burrascosa, veemente, tumultuosa che descrive la forza e la potenza del mare e delle onde che si schiantano e si infrangono contro la roccia ma che allo stesso tempo nasconde una morbida quiete, come l’immagine lontana immortalata su una cartolina.

L’elemento naturale rimanda spesso alla spiritualità, e nei tuoi brani vi è molta spiritualità…

La spiritualità accompagna ogni mia composizione fin dalla nascita. Scrivo musica per donare ampio respiro a sensazioni e stati profondi della mente, dunque la musica nasce dall’anima, dai più intimi abissi di me stesso, in una perfetta sintonia con l’elemento della spiritualità: quando ci accostiamo alla nostra essenza, ciò che riusciamo ad esternare mediante l’arte e la musica sgorga da questa spiritualità.

Quali sono gli elementi fondamentali della tua musica?

La natura ha grande spazio nella mia musica, così come le semplici scene di vita vissuta, il modo in cui ho vissuto l’amore, i momenti dolorosi. Tutto ciò trova piena espressione nella musica, più di quanto riuscirebbe attraverso le parole.

La musica diviene così un elemento catartico…

Sì, decisamente.

Durante le registrazioni si è reso evidente un filo conduttore nella scelta dei suoni per i tuoi brani e nelle dinamiche di questi.

Esatto, anche grazie al lavoro dei tecnici degli studi Red Pecky. Abbiamo voluto costruire un sound, una sonorità, sia per quanto riguarda il pianoforte che per gli arrangiamenti. Vi è un filo conduttore nella scelta dei brani e, dunque, dei titoli, ed al tempo stesso vi è un filo conduttore tra le sonorità, tra le dinamiche del pianoforte ed i singoli suoni che compongono gli arrangiamenti.

C’è un brano cui ti senti più legato o che evoca in te ricordi speciali?

Più di uno. Tra i brani di pianoforte solo, spicca certamente “Cliffs”, uno degli ultimi brani che ho scritto e che sento più vicino a me. Tra i brani orchestrati mi sento molto legato a “That faraway sea”.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto e i tuoi progetti futuri?

Il mio sogno è poter dedicare la mia musica alla colonna sonora di un film, di un cortometraggio o di un documentario, abbinare le mie composizioni ad immagini e storie. Per quanto riguarda, invece, i progetti, abbiamo appena terminato le registrazioni di “Sea day” e ci aspetta la fase successiva di mixaggio. L’album uscirà, finalmente, in autunno.

E per i curiosi in attesa di poter ascoltare il lavoro di Francesco Spagnolo, sarà possibile godersi un assaggio della sua musica sul sito ufficiale del pianista e compositore, www.francescospagnolo.com!

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