Etichette Discografiche: Megasound, musica come arte, visione e contaminazione

Nata nel 2007 dall’incontro artistico e musicale tra Gerardo Greco, musicista e compositore elettronico-digitale, Paolo Giliberti Panettoni, al secolo Dj Phella, e Davide Cardea, direttore creativo, l’etichetta Megasound negli ultimi quattro anni è cresciuta e si è evoluta facendo fede ad un concetto di musica ben chiaro e definito. La musica come forma d’arte assoluta e poliedrica, lontana dall’aspetto meramente commerciale e sempre pronta ad aprirsi ad ogni forma e genere sonoro, lasciando ampio spazio alla libertà individuale e collettiva di ogni artista. I prodotti Megasound raggiungono così il mercato discografico distinguendosi per una capacità, oggi come oggi tutt’altro che comune, nel saper portare all’attenzione del pubblico musicale una serie di produzioni che sappiano creare nella mente di chi ascolta evocazioni di ogni genere e forma artistica, partendo dalla musica per poi contaminarsi armonicamente con il cinema, la poesia, il teatro e tutti quei linguaggi artistici che, uniti tra loro, danno il via a visioni altamente comunicative.

Innovazione, sperimentazione e libertà, queste le parole chiave dell’etichetta romana Megasound che, nel corso degli anni, ha visto nascere e crescere gruppi ed artisti come il quartetto capitolino Tribaco, reduce della pubblicazione del secondo album intitolato Glue, un prodotto discografico che, attraverso la destrutturazione di forme classiche, arriva a toccare uno spirito jazz rock che, unito ad un’abilità unica frutto di improvvisazioni e sperimentazioni, richiama immagini uniche e fortemente significative. Così tra brani come Blue Glue, Warlock Road, Volver a Buenos Aires e Samtzai, il quartetto romano mette in scena, sotto forma sonora, un album in grado di comunicare la situazione contemporanea attraverso il connubio stilistico dei quattro componenti. Legati al nome dei Megasound sono anche i Tubax che con un turbine di sonorità elettroniche, progressive e funk hanno dato vita al progetto musicale Il Mondo Stava Finendo. L’album, registrato live in presa diretta, porta in scena le influenze più ammalianti ed agguerrite degli anni Settanta, partendo dal filone delle movie soundtrack per poi raggiungere, con estrema spontaneità sonora, contaminazioni progressive e giochi di campionamenti del tutto unici ed innovativi. E, ancora, non mancano all’appello i Neo, formazione capitolina che ha dato vita all’album Neoclassico, un’espressione inedita e decisamente piacevole nata dalla contaminazione di Jazz, Blues e Punk, riuniti in un unico prodotto nato dal connubio artistico tra Carlo Conti, al sassofono, Manlio Maresca alla chitarra e Antonio Zitarelli alla batteria.

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