Subsonica: recensione del libro X15



Non posso certo dire di conoscere bene i Subsonica, non oltre almeno le hit radiofoniche o televisive che vengono trasmesse; ma quando ho avuto per le mani il loro libro Subsonica X15 l’ho letto con curiosità ed avidità anche perché ho sempre sostenuto il valore di questa band tutta italiana.

Ma mano che mi facevo rapire dalle pagine, leggevo le opinioni e le storie di personaggi famosi in esse contenute, ho capito quanto i Subsonica si siano dovuti impegnare in quindici anni per ottenere non solo la popolarità ma anche il rispetto del pubblico.

Tra le storie raccontate, viaggi assurdi come ad esempio Gesù Cristo e Pietro in giro per bar sulla 500, e reali, come Gramellini che dice di aver sentito “la voce degli angeli” in Samuel, si passano momenti davvero piacevoli di lettura e si impara a conoscere meglio un gruppo che merita per storia e per bravura. Anche Luciana Littizzetto, una delle 15 mani che hanno collaborato al libro, ha detto la sua e mantenendo la vena ironica che la contraddistingue non ha potuto fare a meno di complimentarsi con la band per il suo apporto alla musica italiana.

Leggendo mi è tornata la voglia di risentire i loro pezzi ma non solo, ho avuto la necessità di ascoltare anche quelli che in realtà non conoscevo per di capire cosa ha motivato le persone ad affezionarsi a brani come Istrice, ad esempio.

Ho appreso leggendo, come certe canzoni meritevoli siano un po finite nel dimenticatoio e perché alcuni video come quello criticatissimo di Corpo a Corpo sia stato demonizzato ma al contempo salvato dai fans per il messaggio che trasmetteva.

Insomma, se le biografie o le autobiografie di gruppi esteri che per altro ho sempre letto avidamente davano un idea più dettagliata della band raccontando la loro storia, il libro dei Subsonica, non solo fa questo; 15 storie in 15 canzoni per quindici anni.