Sigur Ros al Castello Scaligero di Villafranca di Verona: report e foto

Sigur Ros al Castello Scaligero di Villafranca di Verona report e foto

Un intenso spettacolo di emozioni ha chiuso la prima edizione dell’A Perfect Day Festival. Sold out per l’ultimo appuntamento della kermesse chiusa dai Sigur Ros con una tappa del Valtari Tour. Eravamo circa 12000 persone al Castello Scaligero di Villafranca di Verona per assistere al concerto di Jònsi e soci.

Tante le aspettative e nessuna delusione. Fin dal pomeriggio abbiamo affrontato con tanta pazienza una lunga fila, a tratti avvilente. Ogni tanto qualcuno guardava il cielo, ma quella pioggia temuta alla fine non è arrivata. All’interno del Castello però la pioggia era già caduta la sera precedente durante il live de The Killers, ma al nostro arrivo vi era solo fango. Giovani, anziani, bambini, adulti, famiglie: questo era il pubblico dei Sigur Ros!

L’attesa si è consumata con i teli stesi sul prato umido. I live dell’ultimo giorno dell’A Perfect Day Festival sono iniziati dinanzi ad un pubblico per la maggior parte steso sul prato ancora umido. Lo scenario offerto dal Castello Scaligero era veramente unico. Alle spalle del palco ogni tanto si intravedeva un aereo che atterrava o decollava dal vicino aeroporto. In cielo vi erano dei nuvoloni scuri, sembra che la pioggia volesse avvicinarsi sempre di più, ma le cose sono andate diversamente.

La scaletta della terza giornata dell’A Perfect Day Festival è iniziata in perfetto orario. Alle 17:15 hanno aperto l’ultima giornata del festival gli Alt J, poi è arrivato il turno degli dEUS. A questo punto qualcuno inizia ad alzarsi perché alle 20:15 sul palco arriva Mark Lanegan per un’ora di musica d’autore. Lanegan se ne va e si avvicina sempre di più il momento dei Sigur Ros.

Circa un’ora di pausa per il soundcheck. Provo a voltarmi e noto che tutti sono in piedi. Riesco a conquistare una posizione più centrale dove però vi è tanto fango ed un odore nauseabondo. Tutti sopportano tutto, per i Sigur Ros questo ed altro! Il gruppo islandese sale sul palco in perfetto orario, alle 22:15.

La voce di Jònsi si solleva dal Castello Scaligero. I Sigur Ros iniziano il live con I gaer. Personalmente mi sono lasciata travolgere dai suoni della band islandese. Dinanzi a me vedevo ragazzi che all’improvviso si stringevano in un abbraccio. Non era un abbraccio qualsiasi, si trattava di abbracci puri, forti e carichi di emozioni. C’era qualcuno che piangeva, c’era chi ascoltava ad occhi chiusi. Il secondo brano in scaletta era Vaka e io ho alzato gli occhi al cielo. I nuvoloni si erano fermati all’esterno del Castello, sulle nostre teste vi erano solo le stelle. Qualche attimo di silenzio dei Sigur Ros è stato interrotto dagli aerei in fase di atterraggio o decollo.

Tutto il pubblico presente si è lasciato travolgere dalla musica dei Sigur Ros. Tra i brani in scaletta vi erano Hoppìpolla e Með Blóðnasir, Sæglópur, Varúð, Ekki Mùkk, Popplagið, Viðrar Vel Til Loftárása, Svefn-g-englar. Un audio perfetto e dei giochi di luci incredibili hanno contribuito a rendere magico il live del gruppo islandese. Jònsi ha un dono assurdo: con la sua voce continua ad emozionare. Il cuore batte a mille, sembra che non vi sia più aria ma solo brividi lungo tutto il corpo. Poi chiudi gli occhi e immagini di trovarti nel bel mezzo di un’aurora boreale. Non ti accorgi che sono trascorse quasi due ore. La voce di Jonsi, gli archi, i fiati e tutti i musicisti del gruppo islandese hanno regalato al pubblico dell’A Perfect Day Festival la possibilità di vivere una serata unica.

I Sigur Ros salutano con un inchino, mentre il pubblico è costretto a riaprire gli occhi. Il concerto è finito, adesso possiamo andare via con la consapevolezza di aver vissuto quasi due ore di emozioni intense.

Personalmente penso che non sarà facile assistere ad un altro concerto di pari livello. Mentre uscivo dal Castello Scaligero di Villafranca di Verona ho notato diversi bambini che dormivano nei loro passeggini spinti dai genitori. Beh, loro sono stati proprio fortunati perché hanno assistito al concerto dei Sigur Ros così piccoli e mi piace pensare che mentre andavano via continuavano ancora a sognare sulle note di Jònsi e soci.


Foto di Rosa D’Ettore