Premio Tenco: rischia di saltare l’edizione 2011

premio tenco 2011

Il Premio Tenco rischia di saltare l’edizione 2011. La kermesse musicale premia la canzone d’autore del nostro Paese e la sua importanza è quasi pari al Festival Di Sanremo. Sono stati gli stessi organizzatori del Premio Tenco a rendere noti i problemi che la kermesse sta affrontando. Il taglio del budget sta mettendo seriamente in pericolo la continuità della manifestazione musicale che riceve anche dei fondi dal comune di Sanremo, che attraverso il vicesindaco Claudia Lolli ha reso noto di voler continuare a sostenere economicamente il Premio Tenco.

Gli organizzatori invece hanno dichiarato: “Allo stato attuale, con un taglio di oltre il 60% del budget consueto, la 36esima Rassegna della canzone d’autore non potrà svolgersi”.  Sembra infatti che lo stesso comune di Sanremo abbia ridotto i fondi stanziati per la kermesse e gli stessi organizzatori fanno sapere: “il Club Tenco ritiene invece di poter organizzare una serata-evento dedicata al centenario della nascita di Amilcare Rambaldi, il grande fondatore del Club Tenco”. Potrebbe quindi non esserci il Premio Tenco, ma un evento molto più ridotto.

Per cercare di raggiungere il budget necessario per l’organizzazione della manifestazione sonora sono stati chiesti dei fondi anche alla Regione Liguria. Di solito il Premio Tenco si svolge a Novembre per tre giorni e per l’edizione del 2010 è stata proprio la regione Liguria a stanziare tutti i fondi necessari per dare vita alla kermesse. Il Club Tenco infatti ha reso noto: “La somma stanziata dal Comune di Sanremo per il Premio 2011 è si la stessa dell’anno scorso ma già l’anno scorso era di due terzi inferiore a quella consueta (e necessaria) concessa negli anni precedenti: una cifra evidentemente insufficiente a realizzare la “Rassegna della canzone d’autore” secondo lo storico standard di alta qualità artistica e tecnica propria del Club Tenco. Se nel 2010 la Rassegna, in extremis, si salvò fu soprattutto per l’intervento della Regione Liguria che, viceversa, offrì un contributo più che triplo rispetto al consueto”.