Si è tenuto ieri un concerto che per valore morale ed etico, sarebbe valso il costo del biglietto… ma in questo caso il biglietto non era necessario.
Il concerto, o meglio l’evento Parole di Lulù, voluto da Niccolò Fabi ha celebrato il compleanno della piccola Olivia, figlioletta del cantante drammaticamente scomparsa lo scorso 4 luglio.
Non solo una celebrazione però, il concerto è stata infatti anche occasione di un’importante raccolta fondi per la costruzione del reparto di pediatria nell’ospedale dell’Angola.
Diecimila sono stati gli spettatori accorsi vicino Roma, nel comune di Mazzano Romano, per una giornata di musica partita alle ore 15 e terminata in notturna. Una Woodstock tutta italiana potremo dire, con intenti del tutto diversi ma chiaramente emozionanti.
Ieri Lulù, Olivia, avrebbe compiuto 2 anni e il concerto non poteva non cominciare sulle note di Nick Drake, il cantautore triste. E non poteva non andare di scena proprio a Mazzano, dove la piccola Lulù iniziò ad accusare i primi sintomi della malattia che rapidamente l’hanno portata via.
A salire sul palco alle 15 assieme a Niccolò Fabi, Gianni Morandi, collega silenzioso e presente. Atmosfera magica sin dal pomeriggio dove le presenze erano circa 5.000, fino ad arrivare a sera dove la protezione civile ha azzardato anche il numero di 50.000 presenze.
Una jam session come se ne vedono poche, un concerto enorme dove sisono avvicendati artisti del calibro di Syria, La Crus, Paola Turci, Marina Rei, Max Gazzè, Jovanotti, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Stefano Di Battista, Fiorella Mannoia, Roy Paci, Luca Barbarossa, Neri Marcorè.
A suonare anche la famiglia di Niccolò Fabi, in fondo, doveva trattarsi di un concerto in famiglia. In serata arriva poi Claudio Baglioni, un fratello maggiore per Niccolò e ancora Elisa, Daniele Silvestri, Afterhours, accompagnati dagli immancabili amici di sempre come Valerio Mastandrea, Andrea Rivera, Vinicio Marchioni.
Insomma, un concerto dalle note forti ma a cui era davvero impossibile mancare. Cosi, come dice Enrico Ruggeri.































