Love Parade 2010: non si può morire così

love parade 2010

Si chiamava Giulia Minola la ragazza di appena 21 anni rimasta vittima della tragedia scatenatasi a Duisburg durante la celebrazione della Love Parade, quando una folla di gente, ammassata in un sottopassaggio nel tentativo di raggiungere un nuovo palcoscenico, si è ritrovata imprigionata in una ressa asfissiante che non permetteva alcun movimento o respiro.

Centinaia di persone terrorizzate che tentavano l’inutile fuga salendo sulle impalcature, arrampicandosi sulle scalinate laterali.

Ma sotto il peso della massa anche le strutture non ce l’hanno fatta, cedendo sulla folla stessa sempre più schiacciata ed ammassata. Chi era presente ha vissuto il vero orrrore, la vera paura.

E tra i 16 morti segnalati c’è anche una nostra connazionale, Giulia Minola, 21 anni appena ed un sogno nel cassetto portato avanti con gli studi di moda e design a Milano.

Con lei era presente l’amica torinese, Irina, anche lei rimasta ferita e fortunatamente sopravvissuta all’incubo.

Ora Irina sta rientrano in Italia con i suoi genitori, rinchiusa in un silenzio legittimo di chi ha bisogno di riaggrapparsi alla vita e dimenticare l’orrore di quelle ore passate tra la folla terrorizzata e al fianco del corpo dell’amica ormai defunta.

Ho molto da denunciare”. Queste le poche parole della superstite, forse rivolte alle autorità tedesche che hanno deciso di non intervenire, di lasciar continuare il deliro per paura che se ne creasse dell’altro ben peggiore.

Ora sul web ed in tutta Europa è tempo di polemiche, per quello che si sarebbe dovuto fare ma non è stato fatto. Per quello che doveva essere l’evento techno dell’anno e che invece si è riveltao un incubo mortale.

Da parte nostra non possiamo far altro che stringerci attorno al dolore di tutte le famiglie delle vittime, italiane e non, con la speranza e la fiducia che un’esperienza del genere non si ripeta mai più.