Jovanotti Si Racconta: tra musica, libertà e provocazione



Jovanotti, dopo il successo ottenuto con la sua ultima fatica discografica Ora e dopo aver portato in giro per l’Italia il suo Tour esibendosi dinanzi a migliaia di persone, si racconta nel corso di un’intervista a Max. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, parte dalla definizione di cantautore e afferma: “Per anni solo da noi si è divisa la musica in cantautorale e leggera. Cantautore è una parola che esiste solo in Italia e l’hanno inventata per dividere i buoni dai cattivi. Hanno distribuito patenti politico-musicali che il tempo per fortuna ha reso ridicole”.

Jovanotti nel corso dell’intervista prova a spiegare cosa e in che modo un’artista può fare, ma l’importante è che debba sentirsi libero: “Un’artista è come una donna sempre incinta alla quale si permette tutto o quasi ma bisogna che ogni tanto partorisca qualcosa di umano. L’egoismo è tollerabile all’infinito nella sua arte, non nei rapporti umani”.

Per Jovanotti la libertà può avere diversi volti che lui prova a disegnare nelle sue canzoni: “Molte delle mie nuove canzoni hanno a che fare con il concetto di libertà, rimane la cosa fondamentale sulla quale ragionare. Ma cos’è la libertà: è ancora una questione aperta e lo rimarrà a lungo. Io mi ci arrovello, ci giro intorno, ne avverto la forza. L’idea di libertà penso sia ben sviscerata in Truman show, uno dei miei film cult”.

Lorenzo Cherubini affronta anche la questione della provocazione e sostiene che un’artista deve in pratica saper essere anche provocatorio: “Mi piace quando è inconsapevole, spiazzante, imprevedibile, gli artisti provocano per natura, se un’artista non è provocatorio non è nemmeno un’artista. Se però la provocazione diventa un mestiere perde autenticità”.