Jovanotti, è l’Ora dei conti!



Conferenza stampa fiume per Jovanotti che approfitta della suggestiva cornice del Pirellone per presentare il suo nuovo album Ora.

Il filo conduttore del disco? L’oggi come l’apprezzamento e la celebrazione di quel che va ora. Lorenzo spiega il tutto così: “Voglio fare un disco che fra due anni sia considerato vecchio”. Da qui le note elettroniche di Ora, perché  “quando c’è crisi torna sempre di moda la disco”perché la gente ha voglia di divertirsi. Lo sa bene Jova, essendo partito proprio facendo il dj.

“Si superano certe cose impegnandosi di più, sacrificandosi. Ad esempio, nel mio campo, la discografia, c’è una crisi enorme: ma io sono andato dal direttore della mia casa discografica a chiedergli più investimenti, a chiedergli un disco di venticinque canzoni, a chiedergli un video che costa come un film… per dire che in situazioni di crisi non bisogna diminuire l’energia, ma aumentarla. Se il pubblico compra meno dischi facciamo in modo che il pubblico abbia più voglia di comprarli con album ancora più belli”.

Un disco non facile per Lorenzo che dopo la morte del fratello ha visto pian piano spegnersi anche la madre: “Ho cercato di compensare quella mancanza lavorando di più, ma non solo. Mia mamma si è ammalata gravemente tanto tempo fa dopo la morte di mio fratello. Poi c’è stato un evento e la situazione si è complicata. Ho fatto questo disco insieme a lei, andando avanti e indietro dallo studio all’ospedale. Avevo l’esigenza di fare un disco che facesse prima di tutto ballare, che mi facesse trovare l’entusiasmo”.

Lorenzo crea questo disco quindi con l’idea di fare un album che faccia star bene, non tanto che parli d’amore nei testi ma che ne sia pervaso. “Nelle canzoni di questo disco l’amore pervade tutto, per il modo in cui è fatto. La mia mamma era molto orgogliosa del mio lavoro, e quindi a lei piaceva la mia musica più allegra. La sua canzone preferita era What A  Wonderful World di Louis Armstrong,così in questo disco ho cercato di mettere il più possibile canzoni felici”.