Intervista esclusiva ad Ambramarie



Reduce di quella che fu la seconda edizione di X Factor, Ambra Marie oggi è conosciuta principalmente per la sua partecipazione al talent show di Raidue.
Ma televisione a parte, questa giovane artista dall’innegabile indole rock, nella sua vita ha fatto e continua a fare tanto per la musica italiana.
Da lungo tempo legata alla band che porta il suo stesso nome, Ambra Marie è stata intervistata da noi di Musica10, per dare così voce ad un’artista talentuosa, piena di grinta ed un grande sogno finalmente ricco di concretezza che è quello di rendere le sue più grandi passioni, il canto e la musica, un lavoro vero e proprio. 
Ambra Marie, appena 23 anni e vicina al mondo della musica e del canto da quando ne avevi addirittura 9. Sin da piccolina hai quindi deciso di buttarti in questo ambito artistico, anche tramite partecipazioni a programmi televisivi, ad esempio Bravo Bravissimo. Ma la vera e propria vetrina è giunta con la seconda edizione di X Factor, dove anche il pubblico di casa ha finalmente potuto constatare il tuo talento. Ma cosa è cambiato e come si è evoluta la tua carriera dal 2009 e, soprattutto, come guardi oggi a quell’esperienza?
Innanzitutto la cosa più importante ed anche la più bella che mi ha dato X Factor, oltre ad essere stata una magnifica esperienza, è stata quella  di permettermi di far sì che la musica diventasse il mio lavoro. Quindi ho potuto abbandonare quello che facevo prima per dedicarmi a quella che è la mia passione e farla diventare la mia occupazione principale. 
Dal 2009 ad adesso ci sono state tante cose nel mezzo. Ho fatto tantissimi concerti insieme alla mia band, abbiamo girato tutta l’Italia. La cosa molto bella è che abbiamo viaggiato con il classico furgoncino, come fanno tutte le band. Da poco abbiamo terminato anche il nostro Tour estivo.
Comunque un’altra cosa che mi ha dato X Factor è legata sicuramente al punto di vista umano. All’interno si sono creati dei legami che tutt’ora continuano, amicizie che si sono sviluppate diciamo in cattività ma sono diventate subito molto profonde.
E la cosa bella è che a distanza di quasi due anni continuiamo a sentirci, tramite telefono perchè siamo tutti distanti. Ma quando è possibile cerchiamo sempre di vederci.
Prima dicevi che hai appena terminato il Tour estivo con la tua band. Qualche commento su questa esperienza appena conclusa?
E’ stata un’estate bellissima, in giro per tutta l’Italia… L’atmosfera di questi giorni infatti è un po’ malinconica.
Riprenderemo a suonare ad ottobre, però è come tornare a casa dopo un lungo viaggio: i primi giorni ti senti un pochino spaesata. Poi noi siamo abituati a vivere sempre insieme, tutti i giorni, siamo come una famiglia. Quindi la prima sensazione è stata quella della malinconia, del ripensare a quello che avevo appena vissuto.
E’ stata un’estate divertentissima, abbiamo fatto delle date molto soddisfacenti, quindi l’esperienza è stata magnifica. Ma è così sempre, ogni volta che siamo in giro a suonare insieme.
Poi c’è tutta la passione del mondo, e quando ti accorgi di lavorare con quello che più ami ti rendi conto di essere davvero fortunata.
Il 6 settembre sarai a Reggio Emilia per esibirti al concerto in memoria del piccolo Tommaso Onofri. Un appuntamento importante soprattutto per la causa che sostiene e per il messaggio che vuole trasmettere..
Decisamente. In realtà avrei dovuto cantare anche all’evento di giugno, poi però per problemi di organizzazione non ho potuto partecipare. Mi è dispiaciuto molto, per fortuna il 6 settembre riuscirò ad esserci.
Quando la musica abbraccia tali cause questi eventi hanno il potere di essere molto toccanti.
Il tuo animo musicale è sempre stato profondamente rock. E tu, giustamente, hai sempre voluto sottolineare questo aspetto. Quali suono quegli artisti che più ti hanno influenzato e a cui magari guardi ancora oggi?
Tra i gruppi attuali preferisco i Muse, decisamente. Anche gli Skunk Anansie. Del passato Jeff Buckley, adoro i Guns’N Roses, sono il mio gruppo preferito. Anche i Queen, i Police, gli U2.
Di un altro genere adoro tantissimo Damien Rice. E’ sullo stile acustico, un po’ un Tracy Chapman maschile. Qui In Italia purtroppo non è molto conosciuto, ma Damien Rice secondo me è un artista fantastico. Poi ascolto un po’ tutti i generi, ma questi sono i gruppi che mi hanno più influenzato nella vita.
A proposito di prodotti che qui non arrivano. Cosa pensi dell’attuale situazione musicale in Italia?
(Qui le scappa una risatina introduttiva) Guarda se rispondo dovrete mettere un bel BIP. (e qui rido anch’io invitandola ad esprimersi senza problemi).
E’ scandalosa per gli spazi (quelli che non offre). Poi giustamente si arriva a lamentarsi dei talent show, ma non essendoci altro per farsi conoscere questi programmi sono diventati una sorta di gavetta moderna. Poi ovviamente c’è il buono e il cattivo, come in tutte le cose.
Ma a livello discografico e radiofonico siamo messi di un gran male, per il semplice fatto che non c’è nessuna apertura, non c’è voglia di conoscere il nuovo.
Si accetta il nuovo dall’estero, ma dall’Italia no. E si è sempre lì stagnati con le solite canzoni (fa una pausa e sorride) all’Italiana…
Prima di salutarci, puoi anticipare qualcosa su impegni e progetti futuri?
Sicuramente da ottobre in poi ci saranno tanti Live e le date sono già sul nostro Myspace. Speriamo anche di dare presto alla luce il nostro progetto musicale, più concreto, quindi non solo su cd ma anche dal vivo.
Però a livello di tempistiche purtroppo non so darvi una data, noi ci auguriamo di uscire entro la fine dell’anno nuovo.
Invece un progetto molto valido a cui ho partecipato è stato quello di Emergency: un cofanetto che si chiama Nessuna Pietà e contiene un libro + cd a cui hanno collaborato anche Piero Pelù, Stefano Bollani e Cisco. La cosa bella è che il ricavato verrà devoluto proprio ad Emergency
Inoltre un nostro brano, I Don’t Mynd, è stato scelto per un programma televisivo che andrà su Sky, un’altra piccola soddisfazione.