Festival di Sanremo: allenati da Marcello Lippi passano in finale Pupo e… Povia





E stasera tocca alla finale.
Non c’è niente da fare, la settimana sanremese è una settimana decisamente diversa dalle altre.
Ieri, intanto, si è già decretato un verdetto: il vincitore della categoria Nuova Generazione. Il nome è quello di Tony Maiello (Factor), prodotto dalla Mara Maionchi nazionale.

Personalmente, e nessuno ne abbia a male, avremmo preferito la vittoria di un’artista che quanto a talento, ne avrebbe da regalare: Nina Zilli.
Nina Zilli portava un brano scritto da Kaballà (autore siciliano anche di molti testi di Mario Venuti) dal titolo L’Uomo che Amava le Donne. Canzone forse non eccelsa ma la ragazza ha indubbiamente capacità interpretative e canore ben oltre quelle dei giovani visti in gara quest’anno, Maiello compreso. Evabbe, dopo essercene fatti una ragione e aver dovuto sopportare anche l’incursione sul palco di papà Maiello, siamo passati alle esclusioni dei big.
Le preghierine non hanno funzionato stavolta: Pupo – Principe Filiberto & Co. Ce l’hanno fatta di nuovo a scapito di Enrico Ruggeri e le sue fate e di Fabrizio Moro e la sua vita che non è una canzone.
Ci siamo stropicciati gli occhi durante il passaggio della clip che presentava i big riusciti a svangarla.
La canzone Italia Amore Mio firmata da Pupo-Filiberto, eliminata la prima sera e recuperata in corsa, è in finale. Sarà forse stata la patriottica presenza di Marcello Lippi nel duetto di ieri? Atroce. Un’esibizione ai limiti del buon gusto. Dove si è invocato Cannavaro e suggerita un’unità popolare degna dell’itaGlietta media che tanto si sbatte per farsi riconoscere. Passiamo oltre, tanto è cosi e stasera ci toccherà sopportare di nuovo Pupo, tenore e nobile decaduto annesso.
Le canzoni eliminate come detto sono state quelle di Enrico Ruggeri, diretto dalla sofisticata e meravigliosa moglie Andrea Mirò, e quella di Fabrizio Moro, accompagnato ieri da Jarabe De Palo. Che dire, avremmo preferito loro anche se la canzone di Enrico Ruggeri, nonostante un bell’arrangiamento, somiglia un pochino tanto assai a Scegli Adesso oppure Mai di un Renato Zero forse non troppo conosciuto.

Quasi ci dimenticavamo di lui. E’ passato anche niente meno che Povia. Non c’era ovviamente da ritenere il contrario: La Verità è la canzone che ha creato forse più polemica dal suo annuncio all’arrivo al Festival di Sanremo. Si è discusso molto su Eutanasia o non Eutanasia, su Englaro o non Englaro, tant’è che Povia è in finale e le chiacchiere stanno a zero. Ha duettato ieri con Marco Masini e si è avvalso della presenza di una bambina danzante. Ancora itaGlietta che esulta tutta felice. Canzone tutto sommato orecchiabile.
Veniamo a  cose decisamente più entusiasmanti: Marco Mengoni è un animale da palcoscenico, la versione orchestrata della sua Credimi Ancora è stata d’effetto, non c’è che dire.
Noemi con Per Tutta la Vita ci è ugualmente piaciuta e anche Irene Grandi con la sua Cometa di Halley (scritta dal grandissimo Federico Bianconi, leader dei Baustelle) ha stupito, facendosi accompagnare dall’attore Marco Cocci (e chi se lo immaginava con una voce cosi??).
Bene anche la coppia Valerio Scanu – Alessandra Amoroso. Canzone che dopo averla ascoltata 57 volte forse acquista un senso. C’è da dire che la presenza di Alessandra Amoroso (ex Amici di Maria de Filippi entrambi) ha dato tono al brano Per Tutte le Volte che, brano che era stato dapprima eliminato e poi ripescato.
Benissimo Malika Ayane e la sua Ricomincio da Qui (brano in cui c’è lo zampino di Pacifico). Malika Ayane, non c’è nulla da fare, è di un’altra categoria: raffinata ed elegante come poche. Tifiamo per lei, confessiamolo!
Concludiamo con la cronaca di ieri citandovi la presenza di Jennifer Lopez e Bob Sinclair.
Appuntamento a stasera con la Finale del Festival di Sanremo 2010!

festival sanremo 2010