Festival di Sanremo 2011, Inno di Mameli cantato da Benigni





Un’esecuzione sentita, intensa, intima dell’Inno di Mameli, quella di Roberto Benigni, ospite al Festival di Sanremo nella serata odierna, dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

Un intervento di rilievo, che ha saputo coniugare ironia e serietà, comicità e commozione, profondità e satira. Prima, una raffica di gag in tema di Ruby Rubacuori e minorenni: “L’Italia ha appena 150 anni, per una nazione è poco, è una bambina: è minorenne”. E: “D’altronde è nato tutto a Sanremo. La Cinquetti che cantava Non ho l’età, e si spacciava per la nipote di Claudio Villa”.

Poi, dopo 40 minuti in cui tiene il pubblico concentrato, rapito, e dopo aver spiegato il testo di Fratelli d’Italia nel suo significato più profondo e storico facendone una parafrasi, invita a immaginare un ragazzo “intriso di gioventù”, a come avrebbe cantato, all’epoca, questo brano.

E così lo canta a cappella, lui stesso, l’Inno d’Italia, sul palco dell’Ariston, commuovendosi e commuovendo l’intera platea.