Depeche Mode Delta Machine: recensione nuovo album

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È arrivato e non potevamo evitare di rimanerne assuefatti. Sto parlando del nuovo album dei Depeche Mode intitolato Delta Machine, tredicesima fatica discografica di questi ragazzotti (si fa per dire, l’età avanza anche per loro) che hanno iniziato la loro carriera nel mondo della musica con la pubblicazione del primo album Speak & Spell nel lontano 1981.

Chi lo ha ascoltato lo ha definito “calmo e inquieto” allo stesso tempo, con un misto di elettronica e blues, a testimoniare il fatto che anche dopo la bellezza di tredici album Dave Gahan e soci hanno ancora molto da dire ai propri fan e al mondo della musica.

Il singer della band e il suo fido Martin Gore avevano, tempo fa, messo l’accento sul duro lavoro di composizione che aveva portato alla realizzazione di questo disco. Il risultato si apre con una song dal titolo esplicativo: Welcome To My World, degna introduzione a questo nuovo capitolo di una delle band più grandi del pianeta. “Con questo album abbiamo cambiato il nostro approccio alla scrittura – ha detto Dave Gahan a commento del muovo album dei Depeche Mode Delta MAchine – non amiamo il suono troppo normale, ci piace sporcare un po’ i brani, vogliamo che abbiano la nostra impronta, il Depeche Mode sound”. E mi pare che ci siano riusciti alla grande, se non sbaglio.

Chi volesse ascoltare il nuovo disco dei Depeche Mode Delta Machine può trovarlo nei negozi di dischi e negli store digitali sia in versione standard che in versione deluxe. Quest’ultima edizione si compone di due cd con quattro brani e un libro con copertina rigida dove troviamo alcune fotografie firmate nientemeno che da Anton Corbijn.

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