Concerto Roberto Vecchioni domenica 26 giugno 2011 Roma: la nostra recensione

roberto vecchioni

Primo appuntamento romano per Roberto Vecchioni dopo la vittoria a Sanremo. La Cavea dell’auditorium è praticamente piena, il pubblico eterogeneo, anziani, adulti e giovani di vent’anni che canteranno a memoria tutte le canzoni. Sei elementi di base sul palco: pianoforte, tastiere, chitarra classica, violino, batteria, chitarra elettrica; e poi anche fisarmonica e mandolino. La scenografia è minima, un semplice telo nero con quattro farfalle bianche dipinte sopra.

L’inizio è grintoso con Voglio una donna, a seguire saluta il pubblico e scherza sulla sua esperienza a Sanremo e su chi è sempre pronto a filmare tutti i suoi errori e a metterli su youtube. Spiega che il leitmotiv del concerto sarà l’amore – non c’erano dubbi per Vecchioni – e ci recita l’Ode alla Pace di Neruda. Da qui in poi snocciolerà molti suoi successi, ma anche canzoni meno conosciute come Il Suonatore stanco sul mestiere del “vendere canzoni” e Canzonenoznac coi suoi due vecchi strani leader. Vecchioni è i suoi testi, la sua musica è imprescindibile dai testi. Amore, lotta, vecchie battaglie, speranze, sogni. Durante tutto il concerto ci da prova di essere ancora il ragazzo che considera l’amore come la vera e unica forza e ragione della vita, è ancora l’uomo passionale che lo mette al primo posto e che considera la sofferenza, se appunto d’amore, persino cosa giusta e gradita. L’emozione sale fortissima quando Vecchioni, accompagnato soltanto dalla chitarra acustica, canta commosso Le Lettere d’Amore e la Cavea riesce quasi a vedere Pessoa seduto alla sua scrivania che sogna di altri mondi e di altre identità. La parte acustica continua con Viola d’inverno ed Il Suonatore stanco. E poi travolge tutti con la sua interpretazione di Oi Vita mia, facendo cantare e battere le mani all’intero Auditorium. E di nuovo spezza il fiato a tutti con il capolavoro L’ultimo Spettacolo, riarrangiato e dal finale quasi rock. Arriva la sua amica Teresa de Sio per duettare con lui in un simpatico Il violinista sul tetto e poi le lascia il palco, per farci regalare la cover di Todo Cambia di Mercedes Sosa. Richiesta più volte da parte del pubblico Vecchioni esegue uno dei suoi più grandi successi, Luci a San Siro, emozionando ancora, strappando l’applauso su “scrivi Vecchioni, scrivi canzoni che più ne scrivi più sei bravo e fai Danè, tanto che importa a chi le ascolta se lei c’è stata o non c’è stata e lei chi è” e il finale è trascinante, tutti in piedi per Samarcanda; ho sperato arrivasse anche Branduardi a cantarla, e poi tutto sarebbe stato veramente perfetto.
Scaletta:
Voglio una donna
Canzoni e cicogne
Dentro gli occhi
La casa delle farfalle
L’amore mio
Sogna ragazzo sogna
Vorrei essere tua madre
Figlia
Le mie ragazze
Le lettere d’amore
Viola d’inverno
Il suonatore stanco
Oi vita mia
L’ultimo spettacolo
Il violinista sul tetto
Teresa de Sio, cover Todo Cambia Mercedes Sosa
Mi porterò
Milady
Le rose blu
Chiamami ancora amore
Canzonenoznac
Luci a San Siro
Samarcanda

 

Grazie a Sara per la collaborazione esterna.