Claire Les Jeux Sont Faits: intervista esclusiva alla cantautrice italo-francese



E’ talentuosa, giovane, piena di grinta ed in grado di unire lo stile del cantautorato italiano a quel pizzico di fascino tutto francese da rendere la sua musica ancora più interessante e degna di ascolto. Stiamo parlando di Claire, una giovane artista e cantautrice italo-francese portata alla ribalta dal gusto di Eros Ramazzotti in persona che, dopo averla ascoltata per la prima volta, sembra aver totalmente perso la testa per il suo talento. E così nel 2007 il pubblico musicale italiano e non solo assiste al debutto discografico di Claire con il suo primo singolo, Tu Veux Ou Tu Veux Pas, prodotto da Eros e nato come cover di un brano degli anni Settanta cantato da Brigitte Bardot, uno dei punti di riferimento artistici di Claire. Nel 2009 segue un secondo brano dalle sonorità frizzanti ed energiche, C’Est La Ouate, ancora una volta ispirato alle sonorità e allo stile dei nostri cugini francesi. Ma la grande comparsa di Claire sul mercato discografico italiano deve ancora avvenire in tutto e per tutto, e così ecco arrivare nei negozi di dischi, il 27 aprile scorso, il suo primo album, Les Jeux Sont Faits, un progetto musicale tutto da ascoltare e che probabilmente vi farà perdere la testa per l’originalità e la grinta di questa giovane artista.
Ma come ben sapete difficilmente ci accontentiamo di ascoltare e basta. E giusto a proposito abbiamo deciso di intervistare Claire per saperne di più di questo primo ed interessante album che, ci auguriamo, sia solo l’inizio di una lunga carriera nel mondo della musica.
Partiamo subito dal tuo primo album, Les Jeux Sont Faits, uscito il 27 aprile scorso a quattro anni dal tuo primo singolo Tu Veux Ou Tu Veux Pas. Come è nato questo progetto discografico?
Les Jeux Sont Faits è nato da una rottura col passato, sia dal punto di vista sentimentale che lavorativo come anche della vita di tutti i giorni. Non a caso ho scelto di dare all’album questo titolo proprio per lasciar intendere che i giochi ormai fossero finiti. In più è nata l’idea di fare un disco italo-francese, visto che io sono italiana solo per metà ed ho quindi deciso di giocare un po’ anche con la lingua. L’album quindi è nato grazie a persone che sentendo questo influsso francese ne sono state attratte. Ad esempio c’è un mash-up di Histoire d’Amour con Leandro Barsotti che è un duetto italo-francese.
Les Jux Sont Faits è un progetto piuttosto inedito sulla scena italiana, caratterizzato da queste sonorità Pop-Vintage e con una tracklist che comprende anche 2 cover francesi ed una versione inedita di Volare. Ma da cantautrice qual’è il brano che in questo album ti rappresenta di più o al quale ti senti più vicina?
Sicuramente la seconda canzone, la Chambre, probabilmente il brano più retrò di tutti, suonato con pochissimi strumenti per rendere anche l’atmosfera il più vintage possibile. Però è anche uno dei brani più intimisti, l’ho scritto in un momento della mia vita segnato dalla fine di una storia d’amore. Quindi è ambientato tutto in una stanza, dove ci sono io che ascolto dischi vecchi…è sicuramente il mio preferito, ma forse anche il più difficile da ascoltare e comprendere. Chissà, io spero che uscirà presto come singolo.
Riguardo alla tua carriera e crescita musicale, probabilmente la grande svolta è arrivata con Eros Ramazzotti che ti ha ascoltata, apprezzata e di conseguenza prodotta. Come è avvenuto questo incontro?
E’ successo tutto grazie ad un amico comune, Roberto Ferrari di Radio Deejay. Al tempo interpretavo dei personaggi comici per la trasmissione Sciambola e già in quel periodo avevo questa grande passione per il retrò francese degli anni 60 e 70. Così Roberto Ferrari ha pensato di far ascoltare ad Eros i miei provini e l’idea del brano Tu Veux Ou Tu Veux Pas e a lui sembra essere piaciuto molto questo stile innovativo soprattutto per l’Italia. In realtà è stata una cosa molto immediata ed io sono stata molto fortunata.
Se dovessi elencare alcuni artisti da cui sei stata influenzata nel tuo percorso artistico o che magari apprezzi in maniera particolare, chi nomineresti?
Sicuramente Sade, Grace Jones, Serge Gainsbourg, Charles Aznavour, Françoise Hardy, Brigitte Bardot, Dalida. Poi ce ne sono altri, ma questi sono sicuramente i più importanti. Nell’infanzia sono stata molto influenzata dalla Francia.
Avendo vissuto diverso tempo in Francia sicuramente avrai avuto modo di conoscere la situazione artistica del luogo. Ma da cantautrice ed artista, che idea ti sei fatta invece della situazione musicale e discografica italiana al giorno d’oggi?
In realtà anche in Francia la situazione è molto simile a quella italiana. Anche lì si punta molto su questa nuova metodologia di star system con i vari talent show, come X Factor, Star Academy. Però si da importanza anche ai progetti tradizionali. Personalmente non sono mai stata tentata dalla formula dei talent o dall’idea di fare un provini per questi programmi. In Francia i due settori sono ben equilibrati, invece in Italia si sta entrando in un meccanismo dal quale sarà difficile uscire e nel quale sono cadute anche le radio. Non osano. Se un prodotto non è sicuro e potente non lo passano. Quindi un’artista come me deve lottare e spingere per diffondere un progetto. Anche perché il mio album è volutamente particolare, io sono così ma musicalmente parlando è un rischio essere naturali e spontanei.
Progetti per il futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
A luglio ci saranno diverse date promozionali dell’album. Questo weekend invece sarò all’estero, in Romania, poi dal mese prossimo partirò con le date italiane. Il 7 luglio sarò a Piombino al Festival estivo, il 9 a Marina di Pietra Santa, ospite del tour estivo di Radio Bruno, il 13 invece sarò ancora a Piombino per aprire il concerto di Irene Fornaciari. Queste sono le date più certe, le altre sono in via di definizione e tra poco saranno pubblicate sul mio sito: www.clairebec.it.