Bruce Springsteen: in psicanalisi da trent’anni per aver pensato al suicidio



Bruce Springsteen di recente ha rilasciato un’intervista al The New Yorker rivelando dei particolari legati alla sua vita, particolari davvero sorprendenti. Possiamo proprio dire che si tratta di una notizia che ci ha colto tutti di sorpresa.

Bruce Springsteen ha rivelato che vi è stato un periodo della sua vita dominato dalla paura e dall’odio verso se stesso. Lo stesso artista ha spiegato: “I miei problemi non erano banali come la droga. Erano diversi, più subdoli”.

Il reportage a lui dedicato dal titolo “Siamo sopravvissuti, Bruce Springsteen a 62 anni” ha rivelato che l’artista di circa trent’anni viene seguito da uno psicanalista per ricevere un aiuto. L’amico e biografo dell’artista Dave Marsh ha spiegato: “Si ritrovò al top in un colpo solo, dal nulla, con persone accanto che gli baciavano il sedere tutto il giorno. E’ in momenti come quelli che ci si domanda cosa si vuole veramente”.

Lo stesso Marsh però al The New Yorker ha rivelato che Bruce Springsteen aveva iniziato a pensare al suicidio già dal 1982, ossia da quando aveva iniziato a conoscere il successo.

The Boss quindi soffriva di un male legato alla vita, lo stesso male di vivere che aveva suo padre. E’ stato, infatti, lo stesso artista a rivelare: “Mio padre era una persona che parlava poco. Era davvero dura riuscire ad avere una conversazione con lui. Le sofferenze dei miei genitori, ecco il soggetto della mia vita. Questi dolori mi dilaniano ancora e lo faranno sempre. La mia esistenza ha preso un percorso diverso, ma io ho avuto una vita anomala. Alla fine quelle piaghe restano con te e tu cerchi di trasformarle in un linguaggio e in uno scopo”.