Beatrice Antolini, una vera intellettuale nella scena pop rock

beatrice antolini

Dimentichiamoci l’emotività ed il sex-appeal del più diffuso genere delle cantati pop della musica attuale.

Ed apriamo (direi finalmente) gli occhi e le orecchie alla parte più intellettuale e colta della scena funky-rock-pop delle ultime produzioni musicali.

Ed ecco che in pole position ritroviamo proprio Beatrice Antolini, cantautrice nostrana che,

grazie ad album come Big Saloon e A due, ha fatto parlare di sé sin dal suo esordio, attirando l’attenzione di critica, stampa e classifiche, dunque del grande pubblico.

Finalmente una vera cantante-autrice che porta con sé il bagaglio di un’ampia formazione rivolta ai più grandi nomi della scena artistica ed intellettuale: Carmelo Bene, Pier Paolo Pasolini, Antonin Artuad.

Già perché nel suo stile, nella sua voce, nei suoi testi, ritroviamo tutta la teatralità e la verità che questi artisti, al tempo, regalarono ai più colti ed interessati spettatori dell’arte.

Ma quel che ci ha maggiormente colpito, di questa cantautrice indipendente, è proprio la sua totale estraneità dalla più comune visione della scena musicale (e soprattutto femminile) degli ultimi anni.

Basti pensare, ad esempio, che per l’uscita del primo album, Beatrice ha rifiutato in ogni modo di farsi fotografare o apparire su qualche rivista o simili.  Bhè, per noi amanti della vera musica, senza nulla togliere all’ampio filone di sexy-artist attivo praticamente ovunque, non può essere che un piacere ascoltare la sperimentale e per niente eccentrica opera della Antolini.

Basta dunque con corpetti, reggiseni che volano, scenografie futuristiche e regie quasi erotiche.

E via, invece, alla autorialità che abbandona ogni strada modaiola, in vista del vero talento che non ha bisogno di mostrare il suo lato più sexy per richiamare il pubblico.

Ecco, dunque, chi è Beatrice Antolini, una vera artista, con la A maiuscola. E per farvela conoscere ancora meglio, concludo proprio con le parole stesse della cantante, rilasciate durante una recente intervista del TgCom: “Gli artisti, almeno, dovrebbero essere e sono degli intellettuali. Ma spesso chi viene reputato in Italia un artista non lo è. Né tanto meno allora può definirsi un intellettuale”.

Bene, il nostro compito era quello di presentare, per chi non la conoscesse già, la singolare e piacevole diversità della cantautrice marchigiana. Ora sta a voi, il 22 gennaio, andare ad ascoltarla al Magnolia di Segrate, dove terrà un attesissimo concerto. Mancherete?

 

 

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