Amy Winehouse: niente sostanze illegali nel suo corpo





Amy Winehouse, scomparsa lo scorso 23 luglio nella sua abitazione di Londra a Camden Square, non è morta per overdose. Gli esami tossicologici eseguiti sul corpo dell’artista hanno infatti escluso la presenza di sostanze illegali nell’organismo. Questa è la notizia che nelle ultime ore sta facendo il giro del web. Di sicuro ricorderete che subito dopo la scomparsa dell’artista i tabloid britannici avevano iniziato ad indicare come una possibile causa di morte l’assunzione di crack, ecstasy e alcol, ma addirittura vi era chi sosteneva che la cantante fosse deceduta a causa di una forte crisi di astinenza.

I risultati dell’autopsia sono stati resi pubblici dall’ex portavoce della cantante. In effetti nel corpo di Amy Winehouse sono state trovate tracce di alcol, ma “non è stato possibile determinare se l’alcol ha avuto un ruolo nella morte di Amy”.

Il padre della cantante, Mitch Winehouse, nel corso del funerale della figlia aveva dichiarato: “Tre anni fa era uscita dalla droga. I medici avevano detto che era impossibile, ma ci era riuscita. Ora stava provandoci con l’alcol ed aveva appena completato tre settimane senza toccare un goccio”. Questo oltre a far pensare subito che la causa del decesso sia stata una crisi d’astinenza, ha reso possibile che altre voci si alimentassero.

Di sicuro ricorderete che dopo la notizia della scomparsa della cantante erano in molti a credere che la causa della morte dipendeva da un cocktail di alcol e sostanze illegali. Pochi giorni dopo un pusher di Londra, Tony Azzopardi, aveva dichiarato di aver venduto alla cantante diverse sostanze proibite per un valore di 1200 sterline proprio poche ore prima del decesso.
Ora la famiglia di Amy Winehouse aspetta i risultati dell’inchiesta che arriveranno il prossimo ottobre.